Come il commissario Auricchio

in Italy14 days ago

Copia di bt (2).png
Immagine tratta da YouTube

#LIFE.png

Ne sono pressoché certo: da uomo di cinema e gran volpone qual è, quando il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, se ne è uscito l'altro giorno con la sua sparata su un super campionato europeo, deve avere ripensato per qualche istante alla mitica scena del "lasciapassare", inclusa nel film "Fracchia la belva umana".

In essa, diversi uomini delle forze dell'ordine, tra Polizia, Carabinieri e Digos, si spremono le meningi alla ricerca di una soluzione che garantisca la libera circolazione al buon Gian Domenico Fracchia, la cui unica colpa è quella di assomigliare in maniera incredibile ad un famigerato criminale, conosciuto con il soprannome di "Belva umana".

Dopo qualche istante a prendere la parola è il martoriato De Simone, che espone al gruppo la sua soluzione: rilasciare al povero Fracchia un lasciapassare da esibire in eventuali controlli futuri, in modo da garantire la sua estraneità con il bandito. L'idea viene bocciata in massa da tutti, fino a quando, pochi secondi dopo, il Commissario Auricchio (magistralmente interpretato da Lino Banfi) se ne esce con una trovata: "Si potrebbe rilasciare un lasciapassare!"

Esattamente la stessa identica soluzione partorita poco prima dal suo aiutante, che questa volta tuttavia viene applaudita da tutti e diventa il cuore del resto del film. Una scena dalla grande portata comica, che tuttavia non nasconde una velata critica alla società moderna, incline ad accettare o meno un'idea o un'innovazione più sulla base di chi la propone che su quella della sua effettiva utilità.

Situazioni più frequenti di quello che si possa pensare anche nella vita reale e che anche io ho sperimentato in prima persona in una delle mie precedenti esperienze lavorative quando, dopo aver visto rifiutate dal "capo" una serie di miglioramenti da me proposti, sono stati introdotti in fotocopia qualche mese dopo, su suggerimento del figlio.

E torniamo all'inizio, perché, come accennato, questa buffa situazione si è ripetuta identica poche ore fa, quando il mondo è venuto a conoscenza delle parole rilasciate proprio dal numero uno partenopeo al quotidiano sportivo "The Athletic", appartenente alla famiglia del New York Times.

Nella sua intervista, De Laurentiis ha spiegato come il calcio, per sopravvivere alle nuove generazioni, abbia bisogno di innovazioni regolamentari che mantengano alta l'attenzione, quali l'introduzione del tempo effettivo di gioco e dei cartellini "a tempo" in stile hockey sul ghiaccio o Kings League.

Ma la vera perla è arrivata proprio sul format dei campionati nazionali, ritenuti obsoleti e sostituibili da un unico grande torneo europeo, formato dalle squadre più importanti di ognuno dei top 5 tornei continentali. Non una "Superlega", ci ha tenuto a precisare con la solita faccia tosta che lo contraddistingue, ma un "Supercampionato". Come dire, non un piatto di minestra, ma uno di pastina in brodo.

E attenzione, perché se nella Superlega rivisitata era previsto un meccanismo di promozioni e retrocessioni, nell'idea di De Laurentiis le squadre partecipanti devono essere sempre le stesse, per diritto nobiliare acquisito (per l'Italia Juventus, Inter, Milan, Roma e Napoli).

A logica, ci si sarebbe dovuti aspettare le medesime reazioni furibonde da parte della stampa o di società, come l'Atalanta, stabilmente nelle prime posizioni da anni, o il Como, da qualche stagione affacciato ai vertici del calcio italiano, poiché il progetto di De Laurentiis le escluderebbe a forza, ma a differenza di quanto accaduto ai suoi tempi con Agnelli (video qui sotto), nessuno ha fiatato.

Anzi, sono spuntate fuori persino le prime lodi, tra chi solo qualche mese fa riteneva la Super League la morte del calcio (ci ricordiamo la storiella del sogno infranto del bambino di provincia) e oggi è pronto a battersi affinché l'idea prenda corpo e si trasformi in qualcosa di concreto.

Questa situazione, che come detto trasuda comicità da tutti i pori, rappresenta purtroppo anche lo specchio dell'attuale momento del calcio italiano, pronto a combattere alla morte un manager illuminato, come Andrea Agnelli, solo per invidia o puro odio sportivo, nonostante con le sue idee intendesse portare beneficio a tutto il movimento.

Insomma, lo schema è sempre lo stesso: un'idea che viene da Torino è pessima, da Roma o Napoli apprezzabile, da Milano sponda nerazzurra addirittura da premiare. E intanto siamo fuori dal terzo mondiale di fila, ancora chiedendoci il perché.

I'm part of ITALYGAME Team

together with:
@girolamomarotta, @sardrt, @mikitaly, @mad-runner, @famigliacurione


👉 VOTA PER NOI COME WITNESS👈

Progetto senza titolo (10).jpg

Sort:  

Upvoted! Thank you for supporting witness @jswit.

TEAM 7

Congratulations! Your post has been upvoted from sc-09 account.

1000080942.png

Curated by : sduttaskitchen

This post has been upvoted by @italygame witness curation trail


If you like our work and want to support us, please consider to approve our witness




CLICK HERE 👇

Come and visit Italy Community



Oramai la partecipazione della squadra italiana ai mondiali è diventata una barzelletta conclamata. Naturalmente in un famoso portale a tema incel ovvero manosfera, dove di quando in quando toccano temi calcistici, non rilevano neppure mezza realtà pantanosa, intenti come sono a lurkare nella vita personale dei calciatori (che loro aspirano ad avere neanche fosse ordinaria amministrazione) circondati dalle belle donnine (che buona parte degli incel definisce non persone con la sigla NP). Per loro la tematica è stata: Italia esclusa dai mondiali per l'ennesima volta e intanto i calciatori...segue tanto di foto di festeggiamenti con bionde e brune mozzafiato. Altro che Agnelli e De Laurentis...

Guarda la notizia della settimana è proprio quella di un giro di escort a Milano, con le quali i calciatori si intrattenevano dopo le partite a quanto pare accompagnando l'esperienza anche con sostanze proibite non rilevabili all'antidoping. Ne parlerò nei prossimi giorni, ma ovviamente in queste condizioni il baratro nel quale stiamo sprofondando non ha fine.

Ma infatti bisogna essere proprio malati di mente per ritenere invidiabile una vita del genere (questioni etiche a parte, quanto impiegheranno per giugere alla diagnosi di cirrosi epatica e nei peggiori casi, sieropositività?) e preoccupa che stanno aumentando spaventosamente di numero (la famigerata pagina che dicevo l'anno scorso ha raggiunto da sola oltre 21 mila seguaci. Per non parlare del fatto che ignari adolescenti o giovani adulti che ci si imbattono per caso, se deboli di cuore potrebbero arrivare al suicidio, a leggere certi scempi. Guarda soltanto qui:
chiccheonline1.jpg
E non faccio l'upload della foto calcistica per questioni di modestia...

ahahahhah, mamma mia che soggetti, li ho inquadrati alla perfezione, i peggiori! Poi quelli che se la tirano "Io faccio questo, io ho avuto quest'altro, guardate quanto sono figo, guardate quanto sono importante e quanto sono bravo..." solitamente sono quelli che sanno di non valere nulla e hanno bisogno di gonfiare l'immagine di sé agli occhi degli altri.

Ecco l'universo incel, ovvero manosfera, che sfortunatamente sta crescendo in maniera esponenziale (quella sola pagina da dove ho raccolto quelle chicche, conta oramai da sola ventunmila seguaci, per non parlare delle migliaia tra il forum dei brutti e il forum degli incel). Ok, il tizio che l'ha allestita permette di rispondere solo a chi lo segue, quindi mettiamoci pure che una minoranza di quei ventunmila non sono incel veri, ma alcuni sono comunque pericolosi. Oltre a consigliarsi a vicenda a mentire per riuscire a portarsi a letto qualcuna che gli piace, spergiurando amore eterno per poi sparire l'indomani dall'avere ottenuto quel che volevano, vorrebbero l'abolizione del reato di stalking e del femminicidio. E una società a loro uso e consumo, dove l'ultrasessantenne pervertito dev'essere libero di molestare la sedicenne. E ci potrebbero pure riuscire, dato che alcuni esponenti del movimento ricoprono incarichi che gli consentono libero accesso a deputati e senatori...